Storieta
English
Sign up

The opening · free to read

— No.... taci!... —

I due uomini che così chiacchieravano, inoltrandosi in mezzo ad una splendida vegetazione equatoriale, che li riparava dagli ultimi ma ancora ardenti raggi del sole, erano allora giunti sulle rive d’un corso d’acqua, largo tre o quattrocento passi ed ingombro d’isolotti coperti d’alte erbe e da gruppi di piccoli banani, dalle larghe foglie d’un verde vivo.

Colui che abbiamo udito chiamare Alfredo, si era bruscamente arrestato, curvandosi verso la sponda che era ingombra di paletuvieri, incrocianti in tutti i sensi i loro rami e le loro radici sporgenti dal fondo del fiume, ed aveva girato all’intorno un rapido ma acuto sguardo; mentre il suo compagno, quantunque ignorasse di cosa si trattasse, si era levato dalla spalla una corta ma pesante carabina, una di quelle armi usate per la caccia dei grossi animali.

Il primo rimase parecchi secondi immobile, tendendo accuratamente gli orecchi e continuando ad investigare, cogli sguardi, le isolette e la sponda opposta coperta di fitti alberi, poi volgendosi verso Antao, disse:

— Mi sono ingannato di certo.

— Cosa avevi udito?...

— Mi era sembrato d’aver udito un grido che mi ricordava un certo uomo....

— Morto forse su questo fiume?...

— Sarebbe stato meglio che fosse morto allora.

— Ma che storia mi racconti?...

— Parlo d’un uomo che da quattro anni mi fa paura.

— A te!... — esclamò Antao, sorpreso. — Eh! via, tu scherzi, Alfredo. Un uomo che in America si è battuto come un leone e che ora gode fama di essere il più audace cacciatore della Costa d’Avorio, non può aver paura di un uomo.

— Eppure ti ripeto che ho quasi paura e temo sempre un tradimento. Ecco perchè ho lasciato il mio servo Gamani a vegliare in mezzo alla foresta ed i miei porta-fucili alla fattoria.

— Ma chi è quell’uomo?...

— Un negro.

— Lo si cerca e lo si uccide con una buona fucilata.

— È lontano.

— Si va a trovarlo.

— È potente, Antao.

— Si raccoglie una truppa d’uomini risoluti e lo si va ad assalire.

— Nel Dahomey?...

— Là!... Ecco un nome che fa venire i brividi!... Brutto paese di macellai feroci. Diavolo!... Vorrei conoscere quest’istoria che ti mette indosso tante preoccupazioni.

— Te la racconterò, ma più tardi. Ora pensiamo agli ippopotami. Spero di essermi ingannato su quel grido e che nulla accadrà nella mia fattoria durante la nostra assenza.

— Vi sono i tuoi uomini che vegliano sul tuo nipotino e sulle tue ricchezze.

— Taci: ci siamo. —

Alfredo, che aveva continuato il cammino durante quella conversazione, seguendo sempre la riva destra del fiume, erasi arrestato dinanzi ad un grande albero del cotone, il quale si curvava verso la sponda e sul cui tronco si vedevano parecchie profonde incisioni che parevano fatte da poco tempo.

Il cacciatore l’osservò attentamente come volesse essere certo di non ingannarsi, poi s’inoltrò prudentemente fra i paletuvieri che si arrampicavano confusamente su per la sponda, afferrò una fune che stava legata attorno ad una grossa radice e diede una violenta strappata.

Tosto fra quell’ammasso di rami, di foglie e di radici, si vide avanzarsi uno di quei pesanti canotti scavati nel tronco d’un albero col ferro e col fuoco e colle punte assai aguzze, usati sui fiumi della Costa d’Oro e dell’Avorio.

Alfredo vi balzò dentro invitando il compagno a seguirlo, afferrò due remi dalla larga pala e spinse la pesante imbarcazione nella corrente, dirigendosi verso un isolotto coperto d’una fitta vegetazione che si trovava quasi in mezzo al fiume.

In pochi minuti attraversò la distanza e arenò l’imbarcazione su di un bassofondo che pareva si collegasse all’isolotto e che impediva d’accostarsi di più a quel brano di terra.

— Bisogna prendere un bagno? — chiese Antao.

— Non vi sono che due palmi d’acqua, — rispose Alfredo.

— Sono almeno sicure le nostre gambe? Mi hanno detto che sull’Ousme i coccodrilli non sono rari.

— È vero, ma non osano assalire gli uomini bianchi e poi a quest’ora dormono. In acqua, amico.

— Una parola ancora. Gli ippopotami non faranno a pezzi la nostra barca?...

— È probabile, se manchiamo ai nostri colpi, ma procureremo di mandare le palle a destinazione. Orsù, in acqua. —

I due cacciatori presero le loro carabine e abbandonarono la imbarcazione, scendendo sul banco.

Alfredo non si era ingannato. Vi era così poca acqua in quel bassofondo, che a malapena toccava i polpacci dei due uomini.

In pochi istanti attraversarono il banco e giunsero sull’isolotto, celandosi fra le folte piante che lo coprivano.

Quel brano di terra situato in mezzo all’Ousme, uno dei più notevoli fiumi della Costa dell’Avorio e che scaricasi nelle paludi di Porto Novo, non misurava di più di cinquanta metri di circonferenza ed era così basso, che la più piccola piena doveva coprirlo.

Nondimeno su quell’umido terreno, fertilizzato dagli avanzi vegetali trasportati durante la stagione delle piogge, erano cresciuti rigogliosi bambù altissimi dalle lunghe foglie verdi pallide, mangifere splendide, arbusti acquatici e anche dei mazzi enormi di banani selvatici, i quali rizzavano arditamente le loro lunghe e larghe foglie, talune delle quali misuravano tre o quattro metri.

Alcuni pappagalli grigi vi avevano preso domicilio e schiamazzavano allegramente, spennacchiandosi agli ultimi raggi del sole.

The book keeps going

Keep reading, and see it illustrated

Reading is free forever. Sign up and watch scenes appear while you read.

Illustrated scene from Alice's Adventures in WonderlandIllustrated scene from The Adventures of Sherlock HolmesIllustrated scene from Frankenstein

Scenes Storieta drew for other classics.

New illustrated classics

A new classic, drawn, in your inbox.

Once or twice a month: the latest books to get full character casts, scene art, and free comic editions. No account needed.